Paddy Power dice no all’omofobia

Paddy Power, il noto bookmaker irlandese che permette di scommettere e giocare, ha preso una posizione netta contro le discriminazioni riguardanti l’orientamento sessuale lanciando un’iniziativa molto semplice: indossare lacci color arcobaleno, come la bandiera scelta dal movimento di liberazione omosessuale.

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Informazioni generali su Paddy Power

Paddy Power vanta più di due milioni di clienti in tutto il mondo e nasce dalla fusione di tre bookmaker esistenti, nel 1988; tra il 2005 ed il 2007 ha permesso ai suoi clienti di giocare a bingo e poker ed è attivo in Italia dal maggio 2012.
Una particolarità di Paddy Power è che permette di scommettere non solo di sport ma anche riguardo eventi climatici, politici, di gossip e sociali, è forse questo uno dei motivi dell’enorme successo di questo allibratore che ha aperto più di 350 punti vendita fisici. Oltre al forte riscontro positivo Paddy Power è stato aspramente criticato per la scelta di mettere a disposizione degli utenti la possibilità di scommettere su ipotetici eventi drammatici, come la volta in cui agli utenti era permesso di puntare una quota sulla possibilità che il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, venisse assassinato.
Il bookmarker consente ai clienti di registrarsi e di usufruire di un bonus di benvenuto pari al 100% dell’importo versato per iniziare a scommettere, fino ad un massimo di 15 €.

Il problema dell’omofobia

È ormai da tempo che il tema dell’emarginazione legata all’orientamento sessuale viene considerato prioritario ed ha dato il via a manifestazioni, eventi e iniziative varie, volte proprio a mettere sotto gli occhi di tutti il problema per, finalmente, risolverlo. Nonostante questo restano ancora numerosi i tragici eventi di cronaca legati alle discriminazioni ai danni degli omosessuali che nei casi più gravi sfociano in vere e proprie aggressioni fisiche e che più spesso si limitano ad intimidazioni, insulti, battute ed atteggiamenti irrisori. Secondo i dati Istat circa il 47 per cento degli italiani sostiene di aver assistito personalmente a situazioni in cui un omosessuale è stato in qualche modo insultato, le ricerche effettuate da Istat, l’Unar (l’ufficio contro le discriminazioni di palazzo Chigi) ed Arcigay hanno individuato Roma e Milano come le città in cui risultano più numerose le denunce legate all’omofobia ed in generale le metropoli sarebbero i luoghi dove questi fenomeni vengono identificati più facilmente, non è quindi chiaro se le grandi città sono più esposte a questo problema o se semplicemente nelle metropoli c’è una propensione maggiore a denunciare fatti drammatici che vengono accettati con rassegnazione in contesti di provincia.

L’iniziativa “Cambiamo gli schemi – #allacciamoli”, che si è svolta anche l’anno scorso, è stata annunciata durante una conferenza stampa in cui ha preso parola anche il sindaco di Roma, Ignazio Marino, il quale ha sottolineato che la capitale vuole dimostrare segni di accoglienza verso tutti i suoi cittadini senza distinzioni perché tutti devono avere gli stessi diritti; a suo dire la nuova amministrazione vuole lanciare segnali di accettazione che hanno già trovato espressione nella partecipazione al Gay Pride e portando al voto la delibera riguardante le unioni civili.

Sempre durante la conferenza stampa il responsabile di Paddy Power ha esposto l’urgenza di lanciare un messaggio a favore dell’uguaglianza in ambito sportivo dove i pregiudizi riguardo omosessuali, lesbiche, bisessuali e transessuali restano purtroppo ancora fortemente radicati.

Omofobia nello sport e reazioni

Imma Battaglia, proprio dopo aver assistito alla presentazione dell’iniziativa #allacciamoli, ha raccontato la propria esperienza personale in merito alle discriminazioni subite in ambito sportivo a causa del proprio orientamento sessuale; la consigliera comunale di Sel, ha descritto i momenti di umiliazione nel sentir parlare di sé alle spalle, la paura di essere scoperti quando non si ha il coraggio di dichiararsi ed ha spiegato quanto tutto questo influisse in negativo sul suo rendimento come atleta della squadra nazionale di palla a mano; la Battaglia ha concluso la sua dichiarazione sottolineando però il fatto che nel corso del tempo l’approccio delle persone e delle istituzioni è fortemente cambiato e che nel presente esiste una maggiore accettazione di quella che un tempo era considerata nient’altro che una devianza o una terribile perversione.In effetti negli ultimi anni dal mondo dello sport e per esso, sono giunti molti segnali di insofferenza nei confronti dell’omofobia: la nota azienda produttrice di abbigliamento e accessori sportivi “Nike” ha donato 200.000 dollari all’organizzazione LGBT Sports Coalition che si impegna attivamente a favorire una reale integrazione negli sport per lesbiche, gay, bisessuali e transgender.

Nel 2013 il movimento omosessuale sardo ha lanciato la campagna on line “Fai squadra contro l’omofobia” che ha coinvolto numerose squadre sportive professionistiche che si sono prestate volentieri nella realizzazione dei video per promuovere l’iniziativa: i filmati che sono divenuti virali in rete, sono stati realizzati per mettere in luce come l’atteggiamento di squadra tipico dello sport possa dimostrarsi utile per combattere battaglie sociali e quindi che l’unione fa la forza, non solo in campo, ma anche, e forse soprattutto, nella vita di tutti i giorni.

Rainbow Laces

Durante la campagna chiamata “Rainbow Laces”, l’associazione britannica no profit Stonewall, fondata nel 1989, ha distribuito, per due anni consecutivi ,a tutti i calciatori professionisti britannici, i lacci arcobaleno; le stringhe, elargite anche alle squadre giovanili ed a quelle femminili, hanno dato una forte visibilità al movimento di liberazione lesbico, gay, bisessuale e transessuale ma nel calcio continuano ad essere rarissimi gli atleti che dichiarano di essere omosessuali sia durante che dopo la carriera, i giocatori dell’Arsenal hanno preso parte ad uno spot promozionale per l’iniziativa “Rainbow Laces” in cui parlano di sé facendo autoironia ma nonostante la solidarietà espressa, attualmente sia nella Serie A italiana che nella Premier League inglese, non esistono calciatori di alcuna squadra che hanno fatto coming out.
Il calciatore più famoso che ha dichiarato di essere omosessuale è il tedesco Thomas Hitzlsperger che ha giocato anche nella nostrana squadra del Lazio e che è stato più volte titolare della nazionale tedesca.

Osservatorio sull’omofobia nello sport

A luglio si darà il via agli Italian Gaymes durante il quale le associazioni sportive LGBT italiane organizzano tornei, esibizioni e gare a Roma, occasione in cui gli sportivi non mancheranno assolutamente di indossare i lacci contro l’omofobia e la lesbofobia.

Per il momento saranno gli atleti dei vari campionati a ricevere i legacci multicolore in modo da sfoggiarli durante le competizioni sperando che l’iniziativa raccolga e superi la grande quantità di consensi dello scorso anno durante il quale capitò ad alcuni degli sportivi che avevano aderito alla campagna di subire aggressioni ed attacchi da parte di omofobi. Secondo i dati dell’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione europea l’omofobia danneggia quasi 4 milioni di persone, ed è anche per questo motivo che è nato uno speciale Osservatorio sull’omofobia nello sport il cui obiettivo è favorire l’integrazione di lesbiche, bisessuali ed omosessuali, diffondere un’atteggiamento che condanna fortemente attacchi di tipo bullistico sia psicologici che fisici e i promuovere studi e ricerche sul tema.

Primo testimonial Radja Nainggolan

L’ambasciatore ufficiale ed il primo sportivo ad aver aderito alla campagna di Paddy Power è Radja Nainggolan, il centrocampista della Roma, che indosserà i lacci arcobaleno durante la partita contro la Juventus che si svolgerà allo stadio Olimpico lunedì 02 marzo; il calciatore ha scritto un tweet dal suo account in cui esprimeva forte entusiasmo all’idea di partecipare all’iniziativa, seguito dall’hashtag #allacciamoli, seguendo il suo esempio altri atleti scenderanno presto in campo con i lacci colorati durante le competizioni.

L’invito di Paddy Power, Arcigay ed Arcilesbica ad indossare i lacci multicolore non è rivolto unicamente al mondo dei vip, al contrario è soprattutto rivolto alle persone comuni che possono, con un gesto semplice, prendere parte ad una campagna a favore della libertà, della scelta individuale e dell’emancipazione dal pesante fardello dell’emarginazione. Per diffondere questo messaggio di uguaglianza la proposta è di testimoniare la propria adesione alla campagna di sensibilizzazione scattando fotografie di gruppo o selfie da postare sui social network come Facebook o Twitter accompagnato dall’hashtag #allacciamoli in riferimento allo slogan lanciato dall’operatore di gaming on line, o con un tag @PaddyPowerItaly, in questo modo si potrà dimostrare di essere numerosi ed attivamente partecipi.

“Cambiamo gli schemi – #allacciamoli”

Le aspettative riguardo la partecipazione delle persone comuni è tanta ed è quella si cui si fa più affidamento per dimostrare una solidarietà attiva che può delegittimare più di qualsiasi cosa gli omofobi dal continuare ad avere atteggiamenti distruttivi e dannosi per l’intera società: la causa omosessuale non ha a che fare unicamente con i gusti sessuali delle singole persone, ma mette in discussione la libertà di scegliere, senza condizionamenti esterni, della propria vita, dei propri gusti, del proprio futuro e riguarda quindi chiunque: l’appello a partecipare è dunque rivolto non solo a chi è direttamente oggetto di discriminazioni di genere ma anche a chi non tollera il bullismo, la diseguaglianza, l’aggressività e la prepotenza di chi pensa di avere il diritto di decidere della vita del prossimo: una società nuova e più sana è una società in grado di accettare le persone indipendentemente dal colore della pelle, dalle preferenze sessuali, dalla nazionalità e da qualsiasi altra caratteristica che nel corso delle epoche passate è stata oggetto di emarginazione ed isolamento.

I lacci rainbow sono acquistabili dal sito http://www.allacciamoli.it e compilando un form per ricevere le stringhe arcobaleno direttamente al proprio indirizzo, indossarli e diventare protagonisti di un’iniziativa verso cui si spera sia massiccia l’adesione sia da parte del mondo LGBT che da quello eterosessuale. La speranza è di vedere i network invasi dai colori dell’arcobaleno per trasmettere il messaggio forte di una società unita che sta cambiando, che è diventata pronta ad accettare le diversità e che non deve più costringere le persone a fingere di essere quello che non si è affatto: è ora di cambiare davvero gli schemi.

Fonte: Paddy Power  Scommesse