Storie di confini difficili

La crisi di Imia

(25 dicembre 1995 – 31 gennaio 1996)

Il 25 dicembre 1995 la nave turca Figen Akat si arenò su alcuni scogli prospicienti l’isolotto di Imia, chiamato Kardak dai turchi. Imia è anch’esso poco più di uno scoglio roccioso disabitato, situato a 4 miglia nautiche dalle coste turche ed a 11 miglia nautiche dalle coste di Pserimos (isoloto subito a nord di Kos).

Lanciato l’allarme, da parte turca si intendeva provvedere al recupero ma vi fu un fermo diniego da parte delle autorità greche che avrebbero considerato tale gesto una violazione delle proprie acque territoriali.

A seguito di questo diniego, un comunicato del Ministero degli Esteri turco, il 29 dicembre, proclamando l’isolotto come territorio turco, rifiutava il diktat di Atene.

Mantenuto l’episodio sotto silenzio, fu solo il 20 gennaio dell’anno seguente che un articolo apparso sul magazine “Gramma” portò all’attenzione dell’opinione pubblica greca il fatto (anche perché la vicenda venne ripresa poi da tutta la stampa ed in particolare, il 24 gennaio, dalla stazione televisiva “Antenna”). Da notare che proprio il giorno precedente, il 19 gennaio, Kostas Simitis era stato incaricato di formare un nuovo governo. L’escalation della tensione sembrò culminare il 26 gennaio allorquando un sacerdote greco insieme al sindaco della vicina isola di Kalymnos, approdarono su quegli scogli innalzandovi una bandiera greca.

La reazione turca non si fece attendere e, ripresi in diretta dalla televisione, alcuni giornalisti turchi (del quotidiano Hurryet) arrivarono in elicottero e sostituirono la bandiera greca con quella turca.

Il 30 gennaio intervenne la Marina Militare greca e sostituì nuovamente la bandiera mentre avveniva un feroce scambio di dichiarazioni tra i due Primi Ministri, Tansu Ciller e Kostas Simitis.

Nel frattempo, il 28 gennaio, truppe speciali greche erano sbarcate sull’isolotto ad est, inosservate. Il 31 gennaio, durante la notte, sbarcarono (dalla parte ovest) anche truppe speciali turche che cambiarono nuovamente la bandiera. Quattro ore dopo, alle 5.30 del mattino, un elicottero greco si alzò in volo di perlustrazione dalla fregata “Navarino” che poco dopo si schiantò al suolo, procurando la morte di tre ufficiali greci. Nonostante il fatto venisse da alcuni media strumentalizzato i governi non chiarirono se lo schianto fu o meno dovuto ad un presunto fuoco di armi turche (http://www.greekhelsinki.gr/pdf/Greek-Turkish-Media.PDF).
L’immediato intervento da parte della diplomazia USA servì a congelare quello che sembrava un imminente scontro militare su vasta scala tra i due paesi. Tale intervento diplomatico favorì l’immediato ritiro delle forze militari e dei civili greci che, su barche da pesca, stavano effettuando una sorta di “blocco navale”.

A monte di questi fatti va ricordato che le pretese turche si rifacevano agli accordi del 1932 siglati con l’Italia in relazione al Dodecaneso, accordi secondo i quali tutte le isole poste entro 12 miglia nautiche dalle coste, appartengono allo stato più vicino, mentre, da parte greca, si proponeva come valido l’accordo di Parigi del 1947 in base al quale tutto il Dodecaneso è territorio greco. Oltre tutto, la cartografia sia nautica che geografica presente al mondo ancora a quell’epoca, riportava ora il nome dell’isolotto in greco, ora in turco (Imia/Kardak).
In realtà la diplomazia americana che vide coinvolto lo stesso presidente Clinton, non riuscì a sbrogliare in maniera definitiva la situazione ed anzi, da parte del portavoce del Pentagono, Ken Bacon, vi fu una dichiarazione imbarazzante in quanto al termine della conferenza indetta prima dichiarò che Imia era sotto la sovranità greca, ritrattando però, poche ore dopo, affermando come l’effettiva appartenenza all’uno o all’altro stato fosse “oggetto di discussione”. Da parte greca fu auspicato l’intervento del Tribunale Internazionale dell’Aja per dirimere la questione.

Ad oggi la questione fa parte delle tante piccole realtà irrisolte sui confini tra i due paesi.

Interessanti approfondimenti sul tema dei confini greco-turchi dell’Egeo si trovano qui:

http://mainelaw.maine.edu/academics/oclj/pdf/vol17_1/vol17_oclj_103.pdf

http://www.tudav.org/new/pdfs/aegean_sea_2000.pdf (pag 183 e seguenti)