22.11.63: un viaggio lungo cinquant’anni

Tra le produzioni attese dal pubblico con maggior trepidazione nel 2016, dobbiamo citare senza dubbio 22.11.63. Questa miniserie, la cui prima puntata è stata trasmessa negli Stati Uniti lo scorso 15 Febbraio, è senza dubbio una produzione ambiziosa il cui soggetto non può mancare di conquistare una buona fetta del pubblico televisivo: viaggi nel tempo, anni Sessanta ed il potere di intervenire per cambiare il corso della storia sono solo alcune delle tematiche che rendono ghiotto questo appuntamento con la fiction statunitense. Vediamo assieme le principali motivazioni che hanno garantito il suo successo.

″22.11.63: tutto inizia da qui″

Jake Epping, il protagonista di ″22.11.63″, è un uomo distrutto: il suo matrimonio si sta dissolvendo con grande rapidità. Mentre lui desidera recuperare il rapporto con la moglie, la donna sembra risolutamente intenzionata a voltare pagina in modo definitivo.

Anche la sua vita professionale non gli dà più le soddisfazioni di un tempo: insegnante di letteratura inglese, Jake spesso scopre di non essere più in grado di capire fino in fondo le giovani menti che è stato incaricato di formare. Il professore sente che spesso gli sfugge il senso del periodo storico che sta vivendo; non sempre ritiene di condividere il sistema di valori che contraddistingue la sua epoca. Ama molto, invece, insegnare agli adulti: per arrotondare il suo stipendio, il docente ha accettato di tenere un corso di scrittura creativa.

Tra i suoi studenti attempati, spicca Harry Dunning. L’uomo racconta in un suo tema particolarmente toccante la sua storia personale: il padre, nella notte di Halloween del 1960, sterminò a colpi d’accetta tutta la sua famiglia. Harry era stato il solo a salvarsi: a ricordo perenne di quella notte gli era rimasta una gamba zoppa.

Jake Epping spesso ricerca rifugio in una tavola calda gestita dal vecchio Al Templeton: il giovane può sempre trovare conforto nella saggezza del ristoratore e tra i due, nel tempo, si è venuta a creare una solida amicizia. Un giorno, però, Templeton farà al giovane insegnante una rivelazione che lo lascerà a bocca aperta: la locanda è sorta su una breccia temporale. Attraversandola è possibile venir catapultati in un’altra epoca.

″Il viaggio nel tempo″

Immaginate lo stupore di Jake! Come se ciò non fosse già stato abbastanza sorprendente, Al rivela al suo amico tutti i dettagli di questa particolarissima situazione. Varcare il confine temporale significa ritrovarsi alle 11:58 del 9 Settembre del 1960.

Ogni volta, il viaggio ha inizio in quel preciso istante. Il turista temporale può soggiornare nel passato quanto tempo desidera senza paura di perdere qualcosa di importante nella sua vita reale: la sua assenza, qualunque sia la durata del viaggio, sarà quantificabile nel presente in soli due minuti. 22.11.63: tutto inizia da qui

Nel passato il viaggiatore può tranquillamente cambiare il corso degli eventi a suo piacimento: ovviamente ogni mutamento avrà delle ripercussioni, spesso imprevedibili, sul presente. Se al ritorno al suo tempo di appartenenza si dovesse accorgere di aver provocato terribili disastri, sarà sufficiente attraversare nuovamente la breccia temporale per resettare ogni modifica.

″Il piano di Al″

Templeton racconta tutto al suo amico Jake con delle finalità ben precise: non molto tempo prima gli è stata diagnosticata una brutta malattia ormai allo stadio terminale. Sa di avere i giorni contati e ha bisogno che qualcuno raccolga la sua eredità.

Da tempo, Al ha una missione: vuole intervenire sul passato per poter impedire l’assassinio del Presidente degli Stati Uniti d’America. John Fitzgerald Kennedy, infatti, perse la vita in un attentato avvenuto a Dallas il 22.11.63. Secondo Al, quello è stato il momento in cui il Paese ha perso in modo definitivo la sua innocenza ed il suo spirito originario: se JFK non fosse mancato, probabilmente non ci sarebbe stata la Guerra del Vietnam. Molti giovani americani non sarebbero morti e gli Stati Uniti sarebbero rimasti un Paese ottimista, terra di libertà e di opportunità.

Ora vuole che Jake porti a termine quanto lui non è riuscito a compiere: il giovane insegnante, senza essere convinto della veridicità delle parole del suo amico, attraversa il varco. Con sua grande sorpresa si ritrova effettivamente immerso nei mitici, colorati, dinamici anni Sessanta.

Quasi subito, però, si rende conto che bisogna trattare il corso degli eventi con grande rispetto. La sua prima manipolazione è volta a salvare la famiglia del vecchio Harry dal massacro avvenuto nella notte di Halloween. Quando, però, rientrerà nel tempo presente, si renderà conto che il suo amico, non essendo più zoppo, è partito per il Vietnam e vi ha perso la vita.

″Stephen King, il padre dell’opera″

Forse non tutti sanno che ″22.11.63″ nasce da un racconto di Stephen King, maestro indiscusso della letteratura horror statunitense. Anche se questo romanzo non è, in fin dei conti, una delle sue opere più celebri, lo scrittore americano sembra esservi molto legato.

Del resto, il tema dell’infanzia perduta e della nostalgia dei tempi passati è uno dei principali archetipi di tutta la sua sconfinata produzione letteraria. Quando J. J. Abrams, noto per aver prodotto alcune serie di grande successo come, per esempio, ″Alias″, ″Lost″ e ″Person of Interest″, gli ha proposto di realizzare una miniserie dal suo romanzo, Stephen King gli ha venduto i diritti a patto che gli fosse concesso di prendere parte al progetto e di supervisionare l’opera. Abrams ha accettato: il successo di ″22.11.63″ indica come scendere a patti con il celebre romanziere sia stata un’ottima idea.